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Evento culturale    Il bambino e la motorietà    Perché abbiamo avanzato questa proposta    Affrontare lo Sport

 

 

 

Speciale bimbi 2009/2010     

 

24 maggio 2009

 

18 ottobre 2009

 

13 dicembre 2009 un pomeriggio insieme

 

domenica 24 gennaio 2010

 

domenica 6 giugno 2010

 

domenica 10 ottobre 2010

 

 

 

 

 

 

GIOCO, ATTIVITA' MOTORIA e SPORT     

         

 

Il differenziare in gioco, attività motoria e sport è soltanto ideale e tende a ripercorrere la crescita del bambino, dai suoi primi anni di vita, a mano a mano crescendo fino a rendersi sempre più autonomo.

 

Il gioco

Il gioco è quella naturale attività con cui il bambino si esprime, scopre, relaziona con gli altri, e questo strumento è innanzitutto motorio poiché il bambino ha voglia di fare, di muoversi e, nel fare, suda, fatica, si stanca (poco in realtà) difficile trovare un bambino stanco fisicamente, è molto più semplice trovare bimbi stanchi delle parole dette e dei concetti espressi (non adatti alla loro natura giocosa), per cui, poche parole e molti esercizi.

Tutti abbiamo giocato e tutti sappiamo quanta felicità può donarci il correre liberi, darci gli spintoni, bagnarci alla fontanella,

Il gioco è più interessante se viene visto, non tanto come fine a se stesso, ma in vista di un’utilità pratica, utilizzando l’innata natura giocosa.

 

L’attività motoria

Per organizzare questa attività va innanzitutto preparata una struttura adeguata che risponda a poche e semplici regole: priva di pericolo, pulita, sana (dal punto di vista della moralità delle persone che lo frequentano).

L’attività motoria va controllata, noi non siamo medici che curiamo però possiamo accorgersi di certi atteggiamenti che potrebbero causare dei problemi in futuro e così proponiamo degli esercizi per insegnare l’uso degli strumenti a disposizione del corpo.

Per cui l’attività motoria diventa: fare attenzione all’uso del corpo, proprio e di quello degli altri.

 

Lo sport

Lo sport può essere utilizzato come uno strumento di crescita per iniziare, a questa età, un primo approccio alla formazione ‘all’uso della vita ’, con le sue regole, le sue peculiarità, il senso di sfida, l’affrontare le prime delusioni ma anche le gioie, che, se controllate, possono assumere una valenza formativa anticipando quelle della vita reale.

Cioè come fare il meglio che si può per vincere certo, ma è meglio perdere se si deve vincere in modo scorretto, danneggiando l’avversario o mettendo in pratica strategie di comportamento diseducato.

 

Nelle nostre palestre la lezione inizia dallo spogliatoio, gestirne lo spazio è necessario altrimenti non ci siamo tutti, cambiarsi d’abito è semplice, può esserlo meno mentre ci vestiamo tutti insieme. E’ fondamentale iniziare la pratica tutti nello stesso momento, quindi occorre puntualità e rispetto reciproco.

Naturalmente di questo non si parla al bambino, lui fa e facendo impara, non si comunica la strategia a parola ma bensì si fa sperimentare nell’azione, lui vuole fare e nel fare trova il modo migliore di esprimersi, basta trovare il modo giusto per renderlo più pronto ad affrontare la realtà.

 

Nella prima fascia d’età (5-6 anni)

Si propone un attività motoria di base che si pone, tra gli obiettivi principali:

-  offrire al bambino l'opportunità di una corretta maturazione neuro-motoria.

Si tratta di proporre giochi ed esercizi che rispettino / favoriscano / consolidino le varie tappe dello sviluppo, in quanto è raro al giorno d'oggi trovare bambini in cui l'età cronologica coincida con quella mentale.

Se un bambino non avesse ancora maturato alcune tappe, è necessario innanzitutto favorirle e successivamente consolidarle affinché diventino funzionali, ovvero affinché il bambino acquisisca degli strumenti operativi (uso efficace del proprio corpo) che lo aiutino al raggiungimento di obiettivi superiori (es: imparare calcio, nuoto, judo).

- lavorare sulla percezione dello spazio, sia interno che esterno attraverso la sperimentazione pratica, in questo modo il bambino gradualmente arriva ad intuire quanto spazio gli serve per compiere un determinato movimento e quindi se lo spazio che ha a disposizione è sufficiente.

- favorire e stimolare l'osservazione attraverso giochi ed esercizi al fine di porre l'attenzione anche sui particolari . Si spera che in questo modo il bambino impari ad osservare la realtà e l’ambiente circostante, affinché in futuro diventi in grado di cercarsi autonomamente le risposte anziché rivolgersi sempre all’adulto per qualsiasi cosa.

- osservare l'attitudine del bambino: offrire la possibilità di intraprendere imprese personali e di collaborazione con gli altri; valutare in quale misura collabora o prevale l’ego.

I bambini non sono tutti uguali, ma sono tutti diversi: è importante valorizzarli.

 

Nella seconda fascia d’età (7-8 anni)

Si propone gioco-sport, un attività che si prefigge di consolidare le attività precedenti ma spostare l’attenzione verso esercizi più di carattere sportivo come, la resistenza, la velocità, il ruolo, ecc.

 

Nella terza fascia (9-10)

Si accentua l’attenzione sullo sport, in realtà non si fa sport ma si gioca a fare lo sport.

Per cui un bambino di quest’età, dallo sport scelto (molto spesso scelto per lui), inizia ad essere contagiato, nelle regole, le caratteristiche tecniche, i ruoli, gli scopi, ecc., ma sempre in chiave giocosa.

 

 

Un ragazzo o ragazza che sia passata per queste proposte motorie si spera che abbia un corpo preparato ad assimilare esercizi specifici e quindi verso gli undici anni di età può iniziare a praticare un’attività sportiva determinata.

Poi, in seguito, può anche cambiare attività, importante che abbia un struttura fisica per sopportare un’attività sportiva specifica.