HOME Aria Aperta Bacheca Occasioni di scambio Il Dojo Link Iniziative in corso Cosa offriamo Consigliamo di visitare...
Il bambino e la motorietà
Un’escursione personale sulle attività motorie previste per il bambino nella scuola, dall’infanzia a quella secondaria.
Partiamo dalla scuola dell’infanzia, dove il bambino viene perlopiù lasciato a se stesso e chi vigila fa attenzione soltanto affinché il bimbo non subisca danni (ed a volte si fallisce anche) e trascorra quelle ore nell’assoluto libertà di fare.
Nel migliore dei casi viene interessato al gioco, il gioco per il gioco, che non serve a molto.
Non serve a molto giocare tanto per farlo, meglio sarebbe imparare qualcosa giocando, attraverso esercizi grafico motori per aiutarlo a compensare le sue numerose mancanze.
Questo, forse, potrà essere utile a ‘scolarizzarlo’, termine usato nella scuola primaria ma di cui non ho trovato ne una spiegazione unanime ne una riconducibilità linguistica .
Il termine viene usato quasi sempre nel primo anno delle primarie dai docenti: ‘il bambino non è ‘scolarizzato’ i genitori si sentono dire.
Ma cosa significa non scolarizzato, significa forse non avviato alla scuola? O non preparato alla scuola? Non ancora pronto per la scuola?
I genitori vengono di solito colti impreparati da questa frase che, tendenzialmente, genera un senso di umiliazione, come se fosse una colpa del genitore che non ha provveduto a fare qualcosa che non sconosce, anche perché loro, i genitori, anche se volessero scolarizzarlo, non conoscono le regole che dovrebbero seguire per renderlo tale.
Forse con il termine si intende ‘educato’ ma in tal caso dovremmo collocare il termine educato il cui significato è assai confuso.
Se così fosse allora andrebbe consultato chi c’è stato prima, con il bambino, chi lo ha seguito prima di me, ma costui, sapeva che doveva prepararlo a ciò che veniva dopo? E cosa doveva fare per la sua preparazione?
Ma passiamo alle scuole primarie dove, di solito, nel programma settimanale viene indicata, tra le altre materia ‘ attività motoria ’ ma che poi non viene praticata: quante volte i nostri bimbi sono andati a scuola pronti con scarpe ginniche e tute e poi niente: ‘ mamma papà oggi non abbiamo fatto attività motoria ’ ci si sente dire al ritorno da scuola.
Fortunatamente per i bimbi, dallo scorso anno una regola del Ministero della Pubblica Istruzione (e poi diciamo che le imposizioni siano tutte da buttare) fa rientrare l’attività motoria (forse perché conoscevano i giochetti che attuavano le scuole), nella media dei voti scolastici.
E voilà, tutto ad un tratto si fa seriamente ragazzi, tutti a correre e saltare nella palestra comunale.
Ma ahimè, poiché la scuola non fa formazione per i propri docenti i bimbi giocano a campana e, solo qualche rara volta, qualche insegnante di buona volontà mostra loro qualcosa che avrebbe a che fare quanto meno con un esercizio ginnico, laddove non si usano i soliti palloni.
Sottolineiamo pure il fatto che la scuola, non prevedendo questo tipo di attività, naturalmente non si preoccupa dell’attrezzatura di cui dovrebbe dotarsi, neanche una semplice materassina morbida su cui fare allungamenti, rovesciamenti, flessioni, esercizi in coppia, ecc..
Alle scuole secondarie invece tutto cambia, attrezzi ginnici, spalliere svedesi, assi parallele, blocchetti in legno, trapezi e corde di risalita, semprechè si abbia a disposizione una palestra dotata di un minimo di attrezzatura.
Ma non confondiamo l’attività motoria (in questa età intesa più come educazione fisica= l’educazione del corpo) con gli esercizi ginnici che sono, a tutti gli effetti, specialità sportive, che va oltre una competenza di base.
Siamo sicuri che questo è ciò che al bambino potrà essere utile nella vita.
Nella vita gli sarà utile aver vissuto una mancata coerenza della scuola, aver giocato a pallavolo, al calcio, aver fatto judo o nuoto, non aver mai imparato a correre e respirare, non aver avuto la possibilità di accrescere la propria resistenza, di sondare il proprio limite, di essere andato fino in fondo ad una cosa; intravediamo lui, nostro figlio, mentre è alle prese con il lavoro, la famiglia, gli amici, gli sarà stato di aiuto aver praticato delle esperienze motorie/sportive nell’età giusta per farle?
Allora, tutto questo per dire che nostro figlio ha necessità di muoversi in quanto il corpo è ciò che sente di più, ciò con cui tratta di più, ciò con cui ha più familiarità, con cui si trova meglio, è il suo buon amico utile per riuscire a fare ciò che il bambino vuole fare.
E’ il nostro amico più fedele che ci accompagnerà per tutta la vita, se vorremo.