Tori e Uke, essere insieme

531 giorni fa

Tori e Uke, due termini che non ci appartengono, non fanno parte del nostro vocabolario, non rientrano nel nostro modo di esprimerci quotidiano ai nostri modi di fare, non della nostra cultura.

Tori e Uke sono termini giapponesi, ormai usati in molte discipline come il karate, lo shiatsu, inventati dal fondatore del judo per distinguere due differenti ruoli ma che trovano, nel judo stesso, la loro migliore interpretazione in ‘entrambi attivi’.

E l’attività di cui parliamo è una attività protesa ad aiutare l’altro.
E come faccio ad aiutare l’altro ma soprattutto in che cosa e qual è la ragione per cui dovremmo farlo.

Beh, molti anni or sono gli uomini si aiutavano a vicenda, nel costruirsi una casa, lavorare la terra, in tempi non propizi come si poteva, si sentiva più questo senso tutto umano del darsi agli altri, e, come si poteva essere di aiuto si partiva a spron battuto, come se, per molti, l’aiutare gli altri fosse la cosa migliore e più appagante che si potesse fare.

Si, quel sentire chiamato aiutarsi, perché l’essere umano si è sempre unito quando voleva essere più efficace, più forte, divertirsi in compagnia dei suoi simili con cui aveva un legame, con cui si trovava bene.

E non esistono confini, barriere, limiti, colori della pelle o pensieri ideologici, se vogliamo aiutare qualcuno si parte e via.

Nel judo ci si aiuta per costruire insieme, affrontando una tecnica con le sue difficoltà: la posizione ed il movimento, la forma, l’equilibrio del corpo, l’energia, e tutto il nostro aiuto deve essere proteso non nel fare al posto dell’altro, ma aiutarlo in quello che non riesce e volere che riesca in quello che fa.
Ed è per questo motivo che il judo si rivolge maggiormente ai giovani, per comunicare questa esperienza, per collaborare nella loro formazione a pretendere che ci si aiuti per crescere e sforzarsi di riuscire laddove si è carenti.

Tutto questo è possibile se mettiamo a disposizione i nostri spazi e il nostro tempo per mostrare e sperimentare, volere che si sbagli pure, per fare sempre del nostro meglio.

Sergio

Danilo

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Ruoli? Cose da fare insieme.

537 giorni fa

Poche immagini, poche parole, ben utilizzate.

Scambiaidee che ha prodotto questo video è un'associazione femminile che promuove la sensibilizzazione contro le violenze domestiche subite dalle donne, la lotta gli stereotipi di genere, la rappresentanza femminile in politica.

Danilo

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Hai qualcosa da dire?

646 giorni fa

"E allora tu, giovane scrittore, ha qualcosa da dire, o pensi soltanto di avere qualcosa da dire? Se cel’hai nulla potrà impedirti di dirlo. Se sei in grado di pensare cose che al mondo piacerebbe sentire, la forma stessa del pensiero ne è già l’espressione. Se pensi con chiarezza, scriverai con chiarezza; se i tuoi pensieri sono meritevoli, altrettanto meritevole sarà la tua scrittura. Ma se il tuo modo di esprimerti è scadente, è perchè i tuoi pensieri sonos scadenti; se è limitato, è perchè tu sei limitato. Se hai le idee confuse e ingarbugliate, come puoi aspettarti di esprimerle con lucidità? Se le tue conoscenze sono scarse e poco sistematiche, come possono le tue parole essere chiare o logiche? E senza il robusto sostegno di una filosofia operativa, come puoi fare ordine nel caos? Come fai a compiere previsioni e valutazioni chiare? Come puoi percepire a livello qualitativo e quantitativo l’importanza relativa di ogni briciola di conoscenza che possiedi? E senza tutto questo come puoi essere mai te stesso? Come fai ad avere qualcosa di oridinale da proporre all’orecchio ormai sazio del mondo? L’unico modo per conquistare questa filosofia è cercarla, estraendo dalla conoscenza e dalla cultura del mondo i materiali che vanno a comporla. Che cosa sai del mondo al di sotto della sua superficie ribollente? Che cosa sai delle bolle se non comprendi le forze che operano nelle profondità del calderone? Un artista può forse dipingere un Ecce homo senza avere la minima idea della storia e dei miti ebraici, e di tutte le varie caratteristiche che messe insieme formano l’indole dell’ebreo, le convinzioni e i suoi ideali, le sue passioni e i suoi piaceri, le sue speranze e paure? Un musicista può forse comporre la “Cavalcata delle Valchirie” e non sapere nulla della grande epica teutonica? Lo stesso vale per te: devi studiare. Devi arrivare ad interpretare il volto della vita con intelligenza. Per comprendere le caratteristiche e le fasi di ogni cambiamento, devi conoscere lo spirito che induce all’azione gli individui e i popoli, che dà vita e impulso alle grandi idee, che fà impiccare un John Brown e crocifiggere un Messia. Devi toccare con mano il pulsare più profondo delle cose. E la somma di tutto questo sarà la tua filosofia operativa, con la quale, in seguito, misurerai, soppeserai, valuterai e interpreterai il mondo. Ciò che chiamiamo individualità non è altro che quest’impronta personale dal punto di vista del singolo individuo.”
Da: Pronto soccorso per giovani scrittori, Jack London.
Danilo

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