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EVENTO CULTURALE del JUDo
Si dice che uno che pratica judo prima o poi arriva ad uno stato, che è lo stato del dare,
dove il dare serve per crescere ed il crescere per dare di più,
e ciò che si da deve essere utile ad aiutare l’altro, nella sua crescita, come essere umano.
In oriente, ad esempio, la danza indiana serve per comunicare qualcosa
ed arricchire lo spettatore nella visione di nuovi mondi, di altre visioni, mentre da noi,
nelle rappresentazioni sceniche in genere, ci si mostra ed esibisce alla ricerca del talento.
Il judo, un po’ per tradizione un po’ per formazione di chi lo pratica, tende, in questo caso,
a ripercorrere il punto di vista orientale e così, la rappresentazione,
mostra un modello di comunicazione con l’altro, una maniera per dare qualcosa comunicando il cuore del tema affrontato.
D’altra parte, se incidiamo sul percorso formativo del fanciullo, sarebbe un peccato non avvalersi di questo mezzo che,
se ben adoperato, potrebbe rivelarsi come un’ottima occasione formativa se non, a lungo andare, educativa, perché lui,
il bambino, possa trarne beneficio sottoforma di crescita e maturità, quest’ultima forse ancora lontana ma,
non per niente da trascurare perché la personalità si forma di giorno in giorno.
E cosi definiamo questo strumento d’espressione ‘evento culturale’ in ragione del fatto che possiamo trarne vantaggio per la nostra crescita.
I ruoli interpretati dai ragazzi, vengono mostrati restando se stessi, naturalmente, senza quella teatralità d’espressione accentuata
e tanto di moda sul piccolo schermo, che nulla ha di spontaneo.
Ogni ruolo è importante, non c’è il protagonista affetto da campionite e quello invece che interpreta un ruolo di secondo piano,
tutti siamo importanti, senza il nostro anche se pur piccolo apporto, l’organizzazione non funzionerebbe.
L’attenzione viene invece posta nel parlare linguisticamente corretti sforzandosi di essere comprensibili, perché l’altro ascolta.
E quello che si trasmette, che vogliamo comunicare, è questo modo fatto non a parole ma attraverso i gesti,
le azioni che si compiono, perché così è nella vita: quanto vale voler essere amico e non mostrare amicizia,
quanto dire di essere insieme ed invece mostrare distacco.